Una acciaieria di fronte all’isola d’Elba

…gli spazi letterari sono progetti architettonici che si disegnano soltanto nella mente…

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C. Castañeda

La melma densa e nera del metallo fuso ribolliva nelle siviere, barili panciuti trasportati dai treni siluro. Cisterne munite di ruote che assomigliavano a creature primordiali […]

Il metallo era ovunque, allo stato nascente. Ininterrotte cascate di acciaio e ghisa lucente e luce vischiosa. Torrenti rapide, estuari di metallo fuso lungo gli argini delle colate e nelle ampolle dei barili, travasato nei tundish, riversato nelle forme dei forni e dei treni.

Si sollevavi lo sguardo, vedevi vapori grassi e suoni robotici impastarsi. A ogni ora del giorono e della notte la materia veniva trasformata. Arrivavano minerali e carbone dal mare, attraccavano al porto industriale in gigantesche navi mercantili: carburante trasportato su nastri sospesi, cavalcavia e autostrade aeree che correvano e percorrevano i chilometri infiniti dal molo alla cokeria all’altoforno. Ti sentivi il sangue circolare a trimo pazzesco, là in mezzo, dalle arterie ai capillari, e i muscoli aumentare in piccole fratture: retrocedevi allo stato animale […]

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C. Castañeda

Sudava, respiraba piombo, malediceva i millecinquecentotrentotto gradi a cui fonde il metallo. Gli passavano accanto cisterne incandescenti. Se si avvicinava troppo, la tuta poteva prendere fuoco.

È solo quando vai alla stazione che godi. Sali sull’Intercity, guardi fuori dal finestrino e senti lo stridore dell’acciaio, la sua frizione, la scintilla crepitante del tuo viaggio. Ripercorri a memoria tutti i pasaggi: dalla cokeria all’altoforno, dall’altoforno in acciaieria, e di qui ai convertitori, ai forni siviera, ai laminatoi…

La rotaia su cui stai correndo: sei tu che l’hai fatta.

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C. Castañeda

Raggiunse la cima, inchiodò sotto le antenne paraboliche e i repetitori di segnale. Erano arrivati a destinazine. Chiunque a Piombino no sia un bravo ragazzo sa cos’è la Tolla. Da lassù, come da nesun altro luogo, si può stringere nel pugno la fabbrica intera e anche il porto […]

“Vista da qui è quasi bella.”

“Cosa?”

Alessio indicò l’oceano di luci.

“Un bijou!” fece Cristiano.

Acciaio, Silvia Avallone, 2010.

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